“Eravamo soli” di Fulvio di Sigismondo, recensione

Titolo: Eravamo soli

Autore: Fulvio di Sigismondo

CE: AltreVoci edizioni

Pagine: 173

Prima edizione: ottobre 2020

 

 

 

 

Trama

Che cosa lega la solitudine di Luca, Margherita e “Pezzo”, irrequieti adolescenti dei nostri giorni, a quella di Antonio, anziano partigiano ed ex operaio, giunto quasi al termine della propria esistenza? I loro percorsi apparentemente così lontani si sfioreranno, si incontreranno e infine si intrecceranno sullo sfondo di una agitata periferia urbana, popolata di persone sole che nonostante tutto continuano a cercarsi, per trovare conforto nella forza dell’incontro e nel potere rassicurante dello sguardo e della parola. È il racconto di una storia contemporanea, sospesa tra il flusso dei ricordi di un intenso, terribile e struggente passato e il desiderio di un futuro denso di incertezza e avventura, colmo di un desiderio di libertà. In mezzo la vita, la violenza, la poesia, l’incontro e la forza della memoria. E più di ogni altra cosa l’amore.

Recensione

Nel romanzo “Eravamo soli”, l’autore presenta la vita di quattro personaggi apparentemente molto diverse, ma che andranno ad intersecarsi nel corso della vicenda. Ogni capitolo è intitolato con uno dei nomi dei quattro personaggi, ciascuno dei quali parla in prima persona. Trovo molto funzionale questa modalità di suddivisione del romanzo, poichè rende possibile l’immedesimazione in ognuno permettendo al lettore di provare empatia.

Ogni capitolo termina una citazione di canzoni che riflettono le vicende e lo stato emotivo del personaggio: la considero un’ottima trovata. Sembra rispecchiare l’abitudine che accomuna molte persone, me in primis, di ascoltare canzoni che rispecchiano il nostro stato d’animo.

Le differenze di pensiero tra due generazioni diverse, o anche tra ragazzi coetanei, spiccano grazie a questa modalità di narrazione: l’introspezione mi ha dato modo di adorare Antonio, ex partigiano ancora follemente innamorato della moglie purtroppo defunta.

Per quanto riguarda gli altri personaggi, non hanno suscitato in me emozioni tali da farmi provare antipatia o simpatia. Forse, l’unico per il quale provo risentimento, è Luca.

Penso che l’introspezione dei personaggi sarebbe potuta esser migliore e più dettagliata, andando così ad aumentare l’empatia del lettore nei confronti dei personaggi. Secondo questa osservazione, però, il romanzo sarebbe dovuto esser formato da molte più pagine.

Lo stile dell’autore è semplice e fresco, ideale per un romanzo leggero.

Ho trovato la parte iniziale del romanzo un pò piatta: la storia è decollata, circa, da metà romanzo, per poi lasciar spazio ad un finale piuttosto emotivo.

In ogni caso, “Eravamo soli” è il primo romanzo dell’autore: mi piacerebbe vedere come, nel tempo, la sua penna migliorerà sempre di più, partendo da una buona prima uscita!

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