“Follia” di Patrick McGrath

Titolo: Follia

Autore: Patrick McGrath

Pagine 300

Trama

Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste. Il fatto è che in questo straordinario romanzo neogotico McGrath ci scalza dalla posizione abituale, e confortevole, di lettori, chiedendoci di adottare il punto di vista molto più scabroso di chi conduce una forma singolarmente perversa di indagine: il lavoro analitico. Eppure qualcosa, forse una tensione che a poco a poco diventa insopportabile, ci avverte che i conti non tornano, e che l’inevitabile, scandalosa e beffarda verità sarà molto diversa da quella che eravamo stati costretti a immaginare.

Recensione

Atmosfere inglesi, cupe e vittoriane, ambientazioni tetre e misteriose fan da sfondo alle vicende dell’ospedale psichiatrico di metà Novecento. La storia raccontata è quella tra Stella, la moglie del direttore dell’ospedale Max, ed un paziente, Edgar. La relazione appare guidata dall’ossessione più che dall’amore, un’attrazione tanto forte quanto tossica che costituirà la causa della crisi del matrimonio tra Stella ed il marito Max. L’ossessione di Stella sembra essere prevalentemente sessuale mentre, quella di Edgar, appare come  la conseguenza di una difficile gestione degli affetti sommata ad allucinazioni ed una gelosia eccessiva che, sommata alla violenza fisica e verbale, rende impossibile il mantenimento di qualsiasi relazione amorosa.

Nelle prime 100 pagine del romanzo, la lettura scorreva lenta, senza particolari colpi di scena ma, nonostante questo, lo stile di scrittura dell’autore mi ha completamente rapita, invogliandomi nel continuare la lettura anche nei momenti morti.

La descrizione dettagliata del rapporto tra Stella e Marx mi ha permesso di percepire le loro emozioni e di vivere le vicende come se fossi presente.

Una storia di ossessione dalle atmosfere tetre, che descrive le conseguenze di malattie psichiche nelle relazioni sociali.

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