Perchè i gatti hanno una persona di riferiemento?

Il mio gatto ama di più un altro membro della famiglia rispetto a me. Perchè?

Ginger, il mio micione

Nonostante i gatti siano animali molto diffidenti, si affezionano molto ai componenti della famiglia. In particolare, costruiscono una  sorta “scala gerarchica” di importanza. Mi spiego meglio.

Può sembrare crudele, ma è così. Infatti, tendono a considerare maggiormente un membro, solitamente colui/lei che gli da più attenzioni, e che vede più spesso (ad esempio, è difficile che un gatto si affezioni maggiormente a chi è fuori tutto il giorno per lavoro rispetto a chi, invece, lavora da casa).

Di rilevanza è anche l’attitudine del famigliare: i gatti, come i bambini, ricercano calma e serenità.

Quando il membro della famiglia “preferito” è in casa, i gatti tendono a chiedere a lei/lui ciò di cui hanno bisogno:  agguati o  piccoli morsi,  possono esser interpretati negativamente, ma in realtà riflettono un grande attaccamento del gatto a quella determinata persona.

Il nostro amico tenderà anche a dormire maggiormente con chi preferisce, poichè ciò richiede molta fiducia.

Ma non solo.

Quando il gatto sta male, ad esempio ha lo stimolo di rimettere, tenderà a farlo nelle immediate vicinanze della persona più desiderata: possiamo paragonare questo comportamento a quando, da piccoli, quando stavamo male, correvamo dalla mamma per chiederle aiuto.

Nonostante potrebbe sembrare un dispetto quando il gatto rigurgita vicino a noi, dobbiamo in realtà comprendere che si tratta di una richiesta di aiuto, sentendoci anzi onorati di essere il loro punto di riferimento. E’ dunque inutile sgridarli: rischiamo di far passare il messaggio che chiederci aiuto è sbagliato.

E se la persona preferita è assente?

Come detto in precedenza, i gatti creano una scala gerarchica di importanza delle persone. Per questo, in assenza della persona che occupa il primo posto, il gatto prenderà come punto di riferimento chi occupa la posizione successiva, e così via.

Ad esempio, per quanto riguarda la mia famiglia, il mio gatto ha preso come punto di riferimento mia madre: è la persona che da subito è stata più presente in casa. Al secondo posto ci sono io mentre, al terzo, mio padre, cioè colui che passa meno tempo a casa, ed è anche la persona che, sicuramente, è più nervosa e meno calma.

Dunque, è importante guardare e capire i comportamenti dei nostri amici pelosi:

individuare la sua “persona preferita” può essere utile quando dobbiamo far qualcosa di sgradevole, ad esempio dagli una medicina: se a farlo è la persona di cui si fida maggiormente, il tutto sarà più semplice!

Precedente "Ho dato fuoco alla metro gialla" di Carlo Bossi, Recensione Successivo "Eravamo soli" di Fulvio di Sigismondo, recensione

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.