Recensione di “Nuove storie di un perdente di successo” di Dario Mondini

 

Titolo: Nuove storie di un perdente di successo

Autore: Dario Mondini

CE: Intrecci Edizioni

Genere: Autobiografia

Pagine:121

Trama

Il quarantatreenne Dario, confinato nel suo modesto bilocale da mesi per via delle restrizioni legate al Covid, ripercorre gli ultimi tre anni della sua movimentata esistenza. Oltre mille giorni trascorsi tra improbabili vacanze da single, la costante ricerca dell’amore perduto, imprese sportive vissute in prima e terza persona, il doloroso ricordo di un amico prematuramente scomparso, nuove amicizie.

Recensione

“Nuove storie di un perdente di successo” è il secondo libro che leggo di Dario. Si tratta di un’autobiografia che riguarda gli ultimi tre anni mentre, il volume precedente, narra il periodo precedente.

Le vicende raccontate girano attorno a due principali tematiche: amicizia e amore. L’amicizia sembra aver da sempre un ruolo fondamentale nella vita di Dario. Tra le righe, si riesce a conoscerlo meglio e a capire quanto sia una persona aperta ed amichevole. La ricerca dell’amore, invece, che si poteva cogliere già nel libro precedente, continua il suo percorso, tra gioie e delusioni, senza mai arrestarsi.

Comparandolo al primo libro, si può notare come sia maturata la penna di Dario: la scrittura più scorrevole e la storia meno “spezzettata” hanno permesso una lettura più lineare.

L’unica difficoltà che ho riscontrato nella lettura, che accomuna entrambi i libri, è l’elevato numero di personaggi presenti nella storia. Probabilmente, Dario ha tentato di inserire all’interno della storia la maggior parte di coloro la cui vita si è intrecciata alla sua. Questa caratteristica ha fatto sì che mi confondessi tra i vari personaggi, senza riuscire a collegare i nomi alle loro storie. Essendo un romanzo autobiografico, però, ha influito relativamente sulla storia, poichè il percorso di Dario è stato comunque chiaro.

Un aspetto particolare che apprezzo nei libri dell’autore è la sua sincerità e trasparenza nel presentare gli eventi della sua vita: successi, fallimenti e delusioni vengono raccontati in modo chiaro e limpido.

Prima di leggere i libri di Dario, non ero consapevole di quanto potesse essere bello leggere un’autobiografia di un cittadino. Conoscere la vita di altre persone come noi, che non sono nè famose nè ricche sfondati, ma fan parte della gente comune, ci fa apprezzare di più la nostra vita, poichè la vita di chiunque, in fondo, vale la pena di essere raccontata.

 

 

Precedente "Eravamo soli" di Fulvio di Sigismondo, recensione Successivo "Quello che forse sarà" di Angela Marrocu - Recensione

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.